Storie di vita quotidiana | Tra le braccia di Morfeo
Prima dell’industrializzazione, i letti venivano costruiti su misura dal falegname. Secondo la disponibilità finanziaria, i letti potevano essere in legno foderato, decorato con intagli oppure dipinto con motivi floreali, allegorici o, quando era un regalo di nozze, con dediche e moniti. La qualità del letto dipendeva dalla domanda, dal tipo di incarico conferito e dall’abilità dell’artigiano.

Le sue misure rispondevano alle esigenze del singolo cliente. Un letto era largo in media 130 cm e lungo da 170 a 190 cm, nettamente meno di oggi, non solo perché le persone erano generalmente più basse, ma anche perché dormivano in una postura diversa: mentre oggi c’è la tendenza a distendersi orizzontalmente, in passato si dormiva piuttosto in posizione semiseduta, con la schiena appoggiata su grandi cuscini.

Data la larghezza, il letto poteva accogliere più persone; spesso i bambini dormivano insieme ai genitori o su letti scorrevoli che di giorno rimanevano celati sotto quello grande. Nelle notti più fredde, si usava scaldare il letto con borse di acqua calda e si mettevano i bambini a dormire accanto alla nonna.

Il letto matrimoniale, prima di essere diviso in due letti singoli giustapposti, soleva essere a una piazza di larghe dimensioni e trovava posto nel soggiorno. Il letto matrimoniale rappresentava simbolicamente il dominio del contadino, che vi dormiva con la moglie fintantoché era il signore della fattoria. Quando cedeva la conduzione, doveva abbandonare anche il letto.

È interessante rilevare che, oltre a quella di camera da letto padronale, il soggiorno di una fattoria rivestiva molteplici funzioni: era sala da pranzo, stanza di lavoro e gioco, il luogo in cui trattenersi e intrattenersi con gli ospiti. Per una maggiore intimità, il letto era spesso separato dal resto della stanza con tendaggi, che, oltre a fungere da ornamento, servivano anche a trattenere il calore ambientale nelle notti d’inverno.

Si usavano pure letti a baldacchino, che erano considerati rappresentativi in quanto evocanti una condizione agiata, come dimostra un disegno di Diebold Schilling pubblicato nella Spiezer Bilderchronik 1484/85, dove il vescovo di Losanna giace assassinato sul letto. Sotto, un cassettone su rotelle per la biancheria. La testata è intagliata e la tenda superiore ripiegata. Grazie alle tende sui cinque lati, i letti a baldacchino proteggevano anche dagli insetti e dalle impurità che potevano cadere dal soffitto. Un’altra forma di letto che consentiva una separazione dal resto della stanza da soggiorno era l’alcova, alloggiata in una nicchia nel muro e chiusa da una tenda.

Il contadino usava fare una pennichella su un letto corto, spesso alloggiato all’interno di un armadio, che fungeva anche da giaciglio nel caso si ammalasse qualcuno.

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