Altopiano Centrale | Edificio pluriuso, Oberentfelden AG  (1609)


n. 221
La «casa argoviese dal tetto in paglia» rappresenta una delle tipologie costruttive più popolari e conosciute della Svizzera. Esiste ancora solo una dozzina di veri e propri tetti di paglia in Argovia e nei cantoni vicini, oggetto di una manutenzione attenta e dispendiosa.

Viaggiando in terra argoviese lungo le strade secondarie, è facile scoprire tuttavia vecchie case contadine che ricordano, nelle forme e nelle proporzioni, le tradizionali case col tetto di paglia. Effettivamente, ci sono centinaia di case contadine del XVII e del XVIII secolo che, ancora fino a poche generazioni fa, erano ricoperte di paglia. Nella maggior parte dei casi, hanno però perso la loro funzione originaria dal momento in cui l'agricoltura ha smesso di essere l'attività principale. Anche la Casa pluriuso di Oberentfelden/AG era ricoperta di tegole prima della sua ricostruzione al Museo.

La sua costruzione presenta solo piccole differenze rispetto al vicino edificio polivalente di Madiswil/BE, più recente di un centinaio di anni. Si tratta di una costruzione a montanti e a tavole, che poggia su traverse di quercia.

L'effetto di unità e coerenza che caratterizza l'edificio può trarre in inganno. Esso fu infatti rimaneggiato già all'inizio del XVII secolo. La ricostruzione mostra la casa così come si presentava agli inizi del 1700.

Secondo le ricerche dendrocronologiche, le traverse più antiche risalgono al 1609. La costruzione potrebbe essere stata eretta all'inizio dell'estate del 1610.

Già durante lo smantellamento ci fu una sorpresa di rilievo: ci si è resi conto del fatto che lo «Stock» in muratura, di fianco alla cucina, è un'aggiunta di poco successiva al termine del primo cantiere.

Ricerche sul legno utilizzato dimostrano poi che lo «Stock» era stato costruito nel 1627. Essendo una sorta di granaio in muratura, lo «Stock» aveva lo scopo di proteggere i beni del contadino, i suoi oggetti di valore e soprattutto le sementi. Sorto in un'epoca di grande insicurezza, la sua funzione non era solo quella di salvaguardare dal furto, ma anche, in parte, dagli incendi.

Nel corso dei secoli, l'edificio fu riparato e ricostruito parecchie volte. Attorno al 1820, la facciata principale pericolante fu sostituita da un muro. L'ultimo intervento consistette nel ricavare due appartamenti e nel conseguente inserimento di pareti divisorie e canne fumarie. Altri piccoli vani abitativi sono stati approntati in un'aggiunta sul retro dell'edificio. Nella ricostruzione della casa, si è scelto di riprodurre la situazione a cavallo dei secoli XVII/XVIII.