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L'Edificio pluriuso di Lancy è a tutt'oggi il più vasto e sontuoso del Museo. La sua ricostruzione rappresenta un'esperienza pilota in materia di protezione del patrimonio rurale. La fattoria Guillierme-Pastori, come viene chiamata dal nome degli ultimi proprietari, merita l'attenzione sia degli specialisti sia degli altri visitatori del Museo.
Questo progetto si ispira a una concezione completamente nuova e un po' singolare dell'architettura e della tecnica edile. Per la prima volta, si è cercato non di recuperare uno stadio precedente della costruzione, ma di seguire passo passo e di rendere visibili tutte le trasformazioni succedutesi nel corso dei secoli. L'edificio di Lancy ci fornisce informazioni interessantissime sulla storia dei materiali da costruzione e, più in generale, sui processi storici che hanno via via dato luogo a nuovi tipi di costruzioni rurali.
Questo ambizioso programma didattico non potrebbe essere applicato a tutte le costruzioni rurali. Il grande edificio di Lancy, che ha dovuto cedere il posto a un nuovo deposito per i tram ginevrini, è stato un oggetto di sperimentazione di prim'ordine. Una prima analisi ha messo in luce tre fasi costruttive ben delimitate, ciascuna corrispondente a un momento cardine nella storia economica del Canton Ginevra. La determinazione dell'età del legno ha permesso di fissare con precisione le tre date di costruzione e di trasformazione.
La fattoria è stata costruita in tre fasi, che corrispondono a tre stadi della storia dell'agricoltura. Dal torchio del viticoltore, si sviluppò una struttura pluriuso che, una generazione più tardi, venne destinata agli usi agricoli del possedimento.
Nel 1762, la famiglia Chaulet costruì un piccolo torchio in una vigna situata non lontano dal villaggio di Lancy. Le quattro pareti in muratura furono sormontate da un tetto in coppi a leggera pendenza. Nel 1788, Joseph Guillierme acquistò la vigna e ingrandì il torchio.
AI termine di un'avventurosa carriera di soldato, si diede all'agricoltura. Nella seconda metà del XVIII secolo, il re di Sardegna aveva appena fondato Carouge per far concorrenza a Ginevra. La proprietà di Joseph Guillierme, situata in zona franca, approfittò della rapida crescita demografica delle due città e il proprietario passò dalla viticoltura alla più redditizia produzione di latte.
Attorno al 1820, l'edificio fu ingrandito e trasformato con l'aggiunta di due lunghe stalle che potevano ospitare una cinquantina di capi di bestiame. Il piccolo alloggio ospitò il fattore, mentre, a distanza opportuna, fu edificata una casa padronale.

