n. 1021
Il Museo del Ballenberg mostra come sia possibile rendere abitabile secondo parametri moderni una vecchia costruzione senza alterarne eccessivamente la sostanza originale. La Casa d’abitazione di Matten (BE, 1570 ca) è stata trasformata in modo esemplare e si presenta in uno stato conforme alle esigenze di una famiglia dei nostri tempi. Promovendo questa operazione, il Ballenberg si è mosso fra tradizione e innovazione. Da un lato, intervenendo con rispetto nei confronti della sostanza originaria rispolverando antichi mestieri, materiali e forme espressive, dall’altro ricorrendo alla più recente tecnologia per offrire una qualità abitativa consona alle esigenze moderne.
La Casa di Matten apre le porte ai visitatori con la nuova stagione 2008 per stimolare architetti, artigiani, autorità, proprietari e conservatori di beni culturali ad agire con rispetto e, al tempo stesso, spirito propositivo per mantenere vivo il patrimonio edilizio ereditato dal passato.
La data di edificazione della Casa di Matten non ha potuto essere stabilita con precisione neppure dopo il suo smantellamento. Tuttavia il tipo di costruzione e determinate forme decorative permettono di situarla nel XVII secolo.
L'attività svolta in questa fattoria nel XIX secolo era l'agricoltura, come documentano i terreni e gli edifici annessi alla fattoria (un fienile, un granaio, un forno e alcune cascine sui maggenghi). Nell'interrato in muratura, vi sono parecchie cantine. Lo zoccolo è sormontato da una costruzione a castello con le teste delle travi sporgenti.
La continuità del fregio sotto le finestre e la forma ammirevole delle travi portanti attestano l'antichità dell'edificio. Le finestre dei locali erano state ingrandite nel secolo scorso e le loro proporzioni originali sono state ristabilite durante la ricostruzione. Il caratteristico tetto è ricoperto di scandole. Nell'interrato in muratura vi sono parecchie cantine. Lo zoccolo è sormontato da una costruzione in travature, accuratamente giustapposte, con le teste delle travi sporgenti. Il caratteristico tetto a cavallo è ricoperto di scandole.
Il grande focolare serviva non solo a cucinare, ma anche per fabbricare il formaggio. La caldaia per il formaggio era fissata a un braccio girevole, il tornio. Dietro il focolare si scorge l'apertura del forno, che sporge dalla casa e poggia su sostegni in legno. Probabilmente è stato costruito in sostituzione di uno più antico. Nella parete del focolare verso il soggiorno, vi è la bocca per alimentare la pigna in molassa e la canna fumaria per l'evacuazione del fumo. La stufa reca il millesimo 1845 e i nome dei proprietari di allora, Hans Sterchi ed Elisabeth Roth.
Il grande soggiorno è rischiarato da due file di finestre. La piccola stanza annessa era probabilmente la camera da letto. Dalla cucina, una scala conduce al piano superiore, le cui camere sono raggiungibili da una galleria parallela al colmo del tetto. Sopra l'atrio, sono sospese pertiche annerite dal sego, che servivano ad affumicare la carne. Sul retro della casa è annessa una costruzione più bassa con un tetto a un solo spiovente, verosimilmente costruita assieme al forno, in cui si trovano un porcile, la rimessa per la legna e la latrina.

